giovedì 22 ottobre 2020

Torna Fotografie in Re Maggiore

Arriva oggi la seconda edizione di Fotografie in Re Maggiore:

Un appartamento, due amiche che, mano nella mano, corrono alla ricerca della serenità.

Elisa è una ragazza semplice, da sempre innamorata del suo fidanzato, con un lavoro sicuro ma senza stimoli. Livia è piena di vitalità, ama l’amore e la sua sfuggevolezza, forse anche per questo ha una relazione con un uomo sposato. Ma la vita le mette di fronte a delle scelte, a ostacoli diversi, come il fortuito incontro con Mattia che farà nascere qualcosa di inaspettato nel cuore di Livia; o l’incognita del futuro quando il lavoro che ami e odi allo stesso tempo, non è più tuo. Nuove esperienze, balli in maschera, pub, amiche più o meno simpatiche… tante risate, ma anche delusioni, inaspettati tradimenti e… baci rubati.

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sabato 1 agosto 2020

Transitorietà

Transitorietà.
In aereo, in un non-tempo,
in un non-spazio,
in un fulmineo istante la realizzazione lucida di quel sentimento di sospensione, di transitorietà.

Settimane fa, aspettavo di poter finire le mie lezioni (ormai online), perché con l'inizio delle vacanze tutto sarebbe stato tutto come prima... ma così non è stato.
Ancora qualche giorno trascorso ad aspettare, perché poi (forse) sarei potuta andare in Italia e lì sarebbe stato tutto come prima... ma anche lì Italia così non è stato.
E poi ancora il ritorno in Belgio che attendeva, dove avrei trovato la normalità di un tempo e dove invece si afferma sempre più forte questa nuova realtà, dove si parla di seconda ondata.

Ondata. Uno dei termini ormai mitologici insieme a contagio, mascherina, curva...

E lì, in aria, nel momento dell'atterraggio, nell'istante in cui l'aereo ha toccato il suolo, ho sentito il sollievo, quel ridicolo pensiero inconscio: "è andato tutto bene", come se in un volo Roma-Bruxelles si stesse ogni volta sull'Apollo 13 o volando verso Armageddon.
Ecco, subito dopo quella sensazione di sollievo è arrivato un capogiro, un'onda (non un'ondata) gravosa:
non è finito niente, non sappiamo niente, forse andrà tutto bene (come tanto ci si ripeteva in Italia durante il lockdown, come un mantra, uno slogan, una preghiera). Per ora, però, è solo una bolla di attesa, di imprevedibilità.
Tutti nella stessa bolla, tutti sullo stesso aereo, un volo sospeso in aria senza una destinazione stabilita, tutti a guardare fuori dal finestrino, alla ricerca affannosa di un nuovo paesaggio, o forse di quello consueto e rassicurante, ma nuovamente illuminato dal sole.
Transitorietà.




mercoledì 15 aprile 2020

Viaggiare in lockdown

Vacanze di Pasqua in lockdown.
Tra le pagine e le parole viaggio da Bruxelles a Roma, da Tokyo a Torino e infine a Brindisi.
Con me il sapore di tè matcha e il profumo estivo di acqua di cocco.


sabato 26 ottobre 2019

La voglia di studiare (di nuovo) la lingua geniale (il greco antico)

Cantami, o Diva,
dei paradigmi ormai dimenticati,
di quelle preziose ed eleganti lettere un po' annebbiate.


Improvvisamente una lettura ti riporta indietro nel tempo, di anni, di una vita.


La semplice parola aoristo ti fa tornare seduta a un banco, davanti a una lavagna sporca di gesso, ma soprattutto il pensiero torna ad Achille ed Ettore, a Odisseo e il suo vagare, a Saffo e la sua gelosia.


La Lingua Geniale
di Andrea Marcolongo:
"Innanzitutto questo libro parla di amore: il greco antico è stata la storia più lunga e bella della mia vita. Non importa che sappiate il greco oppure no. Se sì, vi svelerò particolarità di cui al liceo nessuno vi ha parlato, mentre vi tormentavano tra declinazioni e paradigmi. Se no, ma state cominciando a studiarlo, ancora meglio. La vostra curiosità sarà una pagina bianca da riempire. Per tutti, questa lingua nasconde modi di dire che vi faranno sentire a casa, permettendovi di esprimere parole o concetti ai quali pensate ogni giorno, ma che proprio non si possono dire in italiano. Ad esempio, i numeri delle parole erano tre, singolare, plurale e duale - due per gli occhi, due per gli amanti; esisteva un modo verbale per esprimere il desiderio, l'ottativo, e non esisteva il futuro. Insomma, il greco antico era un modo di vedere il mondo, un modo ancora e soprattutto oggi utile e geniale. Non sono previsti esami né compiti in classe: se alla fine della lettura sarò riuscita a coinvolgervi e a rispondere a domande che mai vi eravate posti, se finalmente avrete capito la ragione di tante ore di studio, avrò raggiunto il mio obiettivo."







giovedì 10 ottobre 2019

Running part2

Correndo nella confusione come in un sogno.
Correndo a occhi chiusi, stretti,
seguendo l'emozione, l'irrazionalità.


domenica 6 ottobre 2019

Beauty will save the world

I girasoli di Van Gogh, le infee di Monet, le ballerine di Degas...

E nel mio piccolo le mie ossessioni: papaveri, maschere, fiori di ciliegio, citazioni, petali di fiori come ali.
Foglie di gingko, foglie d'autunno.

E la bellezza salverà il mondo.


lunedì 10 dicembre 2018

To feel nothing, what a waste!

But to feel nothing so as not to feel anything — what a waste!

(…)How you live your life is your business. But remember, our hearts and our bodies are given to us only once. Most of us can't help but live as though we've got two lives to live, one is the mockup, the other the finished version, and then there are all those versions in between. But there's only one, and before you know it, your heart is worn out, and, as for your body, there comes a point when no one looks at it, much less wants to come near it. Right now there's sorrow. I don't envy the pain. But I envy you the pain.”



Call me by your name - André Aciman